Questa tradizione si è persa nel tempo, ma rimane ancora funzionale. Basta posizionare una semplice pianta nella finestra per spaventare le mosche.

C’è un vecchio trucco usato per tenere lontane le mosche dalla casa. Era stato dimenticato da molte persone, ma è tornato di moda a causa delle forti ondate di caldo in tutto il mondo. Quando compaiono le mosche, puoi fare affidamento sul potere naturale di una pianta per tenerle lontane. La parte migliore è che devi solo lasciare un semplice vaso con la pianta nella finestra. Quale pianta tiene lontane le mosche da casa tua?

Mettere il basilico in vetrina per allontanare le mosche è un’abitudine antica e popolare che affonda le sue radici in tradizioni culturali e saperi ancestrali. Tutto questo si basa sulle proprietà della pianta. Questa pratica risale a culture passate, e ci sono buoni motivi per cui le mosche tendono a stare lontane da questa pianta aromatica.

Il basilico (Ocimum basilicum) contiene oli essenziali dall’aroma intenso e dalle caratteristiche che possono risultare sgradevoli agli insetti, comprese le mosche. Il suo forte odore agisce come un repellente naturale, tenendo lontani questi insetti indesiderati.

Inoltre, le mosche hanno organi sensoriali chiamati organi olfattivi, che sono estremamente sensibili agli odori. In questo senso l’aroma del basilico può risultare repellente per questi insetti, facendoli evitare la vicinanza alla pianta.

Altre piante repellenti

Nel corso dei secoli diverse culture in tutto il mondo hanno osservato e sfruttato le proprietà del basilico per respingere mosche e altri insetti indesiderati. Pertanto, questa conoscenza è stata tramandata di generazione in generazione, diventando un’abitudine tradizionale in molte regioni.

Oltre al basilico, esistono altre piante che hanno anche proprietà repellenti per mosche e insetti, come la menta, la lavanda, il rosmarino e la citronella. Allo stesso modo, queste piante contengono composti aromatici che possono aiutare a tenere a bada gli insetti.

Infine, oltre a ciò, questa pratica può essere collegata anche alla tradizione culinaria e alla ricerca per preservare gli alimenti dalla contaminazione. Si tratta infatti di soluzioni naturali, minimamente invasive e non tossiche.